Nasce il Cus Cagliari C5: intervista al neo mister Fabrizio Boi

In attesa della definizione dei gironi della Serie C2, la stagione 2017/2018 si apre con un interessante novità.
In base ad una politica di continuo miglioramento volta a valorizzare il complesso delle attività sportive, il CUS Cagliari si appresta ad avviare un progetto interamente dedicato al calcio a 5.
Infatti dopo aver da sempre ben figurato nei CNU, esperienze segnate dal raggiungimento di ottimi risultati, l’ idea di Alessio Correnti, ex giocatore di Elmas, Cagliari 2000, Leonardo e Mediterranea ha dato vita a questo progetto, senza precedenti a livello nazionale che mira a coinvolgere solo ed esclusivamente studenti universitari. Attualmente l’organigramma della società vede come dirigente Tonio Rocca, storica figura dirigenziale nei Campionati Nazionali Universitari, mentre come coordinatore dell’intero settore Andrea Vargiu. A testimonianza dell’impegno nel progetto giovani, la conferma delle categorie Allievi e Giovanissimi, con allenatore Nicola Fadda, che dopo le esperienze nelle file di Domus, Teleco, Sinnai e Asso Arredamenti la scorsa stagione ha guidato la Jasnagora femminile.

La squadra partirà dalla Serie C2, e la scelta dell’allenatore è ricaduta su Fabrizio Boi, ex Jasnagora e vice mister la scorsa stagione al Cagliari Futsal.
Abbiamo deciso di fare qualche domanda a quest’ultimo per conoscere meglio questa novità:

 

Ciao mister, cosa ti ha convinto dopo l’esperienza della scorsa stagione a sposare il progetto del Cus Cagliari?

La voglia di creare un progetto completamente nuovo, l’entusiasmo che mi è stato trasmesso e la voglia di insegnare il calcio a 5 agli studenti che si vogliono affacciare per la prima volta a questo Sport. E per questo devo ringraziare Alessio Correnti , l’ideatore del progetto. Per questioni lavorative ho collaborato con il CUS Cagliari nel corso degli anni e conosco i loro valori sportivi e la dedizione che riversano nei vari settori. Sul calcio a 5 si sta lavorando da tempo a livello giovanile e già il fatto di aver affidato le categorie giovanissimi e allievi a Mister Nicola Fadda (tecnico giovane ma esperto e preparatissimo), fa capire che questo settore può veramente dire la sua nel panorama sardo nel prossimo futuro.

 

Successivamente a questa decisione, son stati fissati i primi raduni per poter visionare ragazzi che nella maggior parte dei casi si avvicinano dal calcio a 11. Che idea ti sei fatto in merito? E quali obiettivi vi siete posti per questa stagione?

Abbiamo avuto circa 60 persone che hanno aderito ai primi raduni compilando il modulo on line. Questo dimostra l’entusiasmo che si sta creando attorno a questo progetto. C’è sicuramente tanto da lavorare, ma già dai primi incontri ho trovato ragazzi disponibilissimi e con tanta passione per questo Sport. È da qui che vogliamo partire. Creare un gruppo di lavoro che si metta a disposizione per formare una squadra di calcio a 5 che prima di tutto si possa (e possa) divertire. Fermo restando che sarà un grosso impegno per tutti e in primis metterò tutta la mia passione e preparazione a disposizione della Società. Per il CUS è l’anno zero quindi non vogliamo porre degli obiettivi. Abbiamo voglia di essere il punto di riferimento per tutti gli studenti universitari che vogliono praticare il calcio a 5 e questo lo si può fare solo lavorando sodo.

 

L’ anno scorso l’esperienza da vice-allenatore al Cagliari Futsal, in Serie A2, al fianco di un mister preparatissimo come Chicco Cocco, come valuti la tua esperienza?

È stato un anno fantastico e formativo sotto tutti i punti di vista. Poter toccare con mano dei metodi di lavoro veramente professionali (nonostante il calcio a 5 sia dilettantistico), riuscire ad avere i miei spazi da allenatore e il continuo confronto tecnico con lo Staff e con i giocatori, mi ha lasciato un bagaglio professionale pazzesco. Per questo ringrazio ancora il Cagliari Futsal per l’opportunità che mi ha dato. Ora sta a me mettere in pratica gli insegnamenti e renderli miei. Con Mister Cocco si è creata una sinergia sportiva molto forte, condividiamo il modo di vivere questo sport e di gestire la Squadra. Mi ha messo a disposizione tutto il suo “sapere” su questa disciplina. Per me è stato un Maestro e lo sarà ancora.

 

Il binomio giovani-calcio a 5 spesso è stato oggetto di discussione e negli ultimi anni, davvero poche società hanno investito realmente sui ragazzi dando fiducia ai più meritevoli con ampio minutaggio in campionato. Dopo l’esperienza nelle giovanili della Jasnagora, arriva un’altra stagione che ti vede alla guida di una squadra composta esclusivamente da studenti universitari. Che idea ti sei fatto del settore giovanile sardo in questi ultimi anni? Dove ritieni si possa migliorare?

Quando si parla di giovani, con me si sfonda una porta aperta. Adoro lavorare con i giovani e trasmettere loro la mia passione. È vero, le Società che lavorano con i giovani sono veramente poche. Al Cagliari Futsal abbiamo fatto esordire diversi giovani in serie A2 e di qualcuno spero se ne parli nel prossimo futuro. Purtroppo spesso si vede il giovane atleta come un “rischio” per gli obiettivi delle Società e questo credo sia solo una colpa dei Mister e delle Società. Si pensa che i giovani non abbiano la voglia giusta, prendano l’impegno sottogamba, che con i giovani non si possano fare campionati di vertice. Niente di più sbagliato. Faccio solo un esempio per farmi capire. La San Paolo da anni lavora con i ragazzi, ha una squadra con età media bassissima (credo la più bassa della scorsa c1) eppure, dopo anni, oltre ad essere ai vertici nei vari settori giovanili, questa stagione militerà nella serie B. Se vogliamo tenere vivo questo Sport, non possiamo fare a meno dalle giovani leve. La passata stagione con Mister Cocco abbiamo visto tanti giovani interessanti con la rappresentativa regionale juniores. Dobbiamo sicuramente fare un cambio di mentalità. Noi allenatori per primi dobbiamo far capire alle Società l’importanza di investire sui giovani e allo stesso tempo dobbiamo sempre tenerci aggiornati e mettere la nostra conoscenza e i nostri metodi a loro disposizione. Una delle mie prime richieste al CUS è stata quella di capire se si poteva attingere dalla squadra juniores di calcio a 11. Non solo mi è stata data risposta positiva, ma già da questi raduni ho a disposizione 2 ragazzi del 2000 che stanno ben figurando.

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