Tra presente e passato: intervista a Cristian Loi

Chi l’ha avuto come compagno di squadra sa bene che Cristian non passa di certo inosservato nello spogliatoio. Ventun anni di carriera nel futsal: gli esordi con Cagliari  e Delfino, poi Assemini, Elmas, Ats e Sinnai. Nel 2012 l’esperienza in terra umbra che tutt’ora prosegue. Ventun anni caratterizzati da un fattore che ha sempre contraddistinto Cristian, qualunque fosse la categoria: il gol.
Da ormai 6 anni lontano dai campionati sardi, abbiamo contattato “bomber Loi” il quale ci ha gentilmente concesso questa intervista

Cagliari, Delfino, Assemini, Elmas, Ats Quartu e Sinnai esperienze diverse che ti hanno arricchito sia sportivamente che umanamente. Quali sono gli anni sportivi vissuti in Sardegna che ricordi con maggior piacere? E quali i ricordi più belli?

Difficile individuare una o più stagioni particolari, qualsiasi squadra mi ha lasciato qualcosa. A partire dal Cagliari, squadra nella quale son cresciuto disputando 3 campionati all’età di 17 anni: under 18, under 19 e qualche presenza con la prima squadra… la promozione in serie B con l’ Elmas e la vittoria della serie B con l’Assemini per poi arrivare all’Ats e i play off nazionali in Serie B con il Sinnai. Son tutti bellissimi ricordi che porteró sempre con me, non ho brutti ricordi in Sardegna. Mi son sempre divertito in qualsiasi società ma allo stesso tempo davo sempre il massimo negli allenamenti durante la settimana. Dovendo scegliere un ricordo specifico cito sicuramente l’indimenticabile vittoria per 3-2 a Prato con un mio gol di punta, nel Prato sedeva in panchina il “mago” Velasco, e come avversari avevo di fronte due mostri sacri del futsal italiano come Bearzi e Quattrini, quel gol non lo dimenticheró mai! Un ricordo amaro sicuramente è invece la semifinale scudetto under 21 persa ai rigori contro la BNL Roma di Nando Grana, ex capitano della nazionale italiana.


Quali sono i giocatori con i quali hai legato di più in questi anni e quali quelli che ti hanno impressionato maggiormente sul campo?

Sinceramente in merito alle persone con le quali ho legato maggiormente mi viene davvero difficile rispondere in maniera secca visto che dimenticherei sicuramente qualcuno. Chi ha condiviso lo spogliatoio con me sa che sono una persona solare, sorridente che cerca sempre di socializzare con tutti. Il mio carattere “birichino” mi ha aiutato molto in questo ma in tutti questi anni davvero ho legato con tutti i compagni che ho avuto; inoltre, cosa rara ma molto importante negli anni son riuscito a stringere rapporti di amicizia anche con i miei avversari. Per me un compagno di squadra diventa automaticamente un amico, sia dentro che fuori dal campo. Riguardo invece il giocatore che mi ha impressionato di più è Ivan Alves Junior, professionista eccezionale che a Quartu ci ha fatto vedere cose assurde! Sempre in merito ai giocatori che mi hanno impressionato… sicuramente Salomao nel primo anno al Cagliari, il croato Gurdovich e lo spagnolo Tirado, mentre dei sardi cito su tutti Massimo Nurchi, Gigi Asquer, Diego Podda, i fratelli Mario e Franco Mura, Vito Ragno, Bebi Lai…gioco dall’età di 17 anni, son davvero tanti e spero di non aver dimenticato nessuno perchè in Sardegna son passati davvero tanti giocatori bravi.


Nell’estate del 2012 arriva la chiamata del Calvi Calcio a 5, in Umbria, squadra nella quale hai militato 5 stagioni. Raccontaci i dettagli di questa chiamata, cosa ti ha spinto a lasciare la Sardegna e qual’è stato l’impatto con il calcio a 5 umbro. Che bilancio fai di questi 5 anni?

Nel 2012 arrivai a Calvi grazie ad un caro amico e vecchia conoscenza del calcio a 5 sardo, Matteo Mulas il quale giocó per diversi anni in Sardegna. Lui aveva delle conoscenze qui in Umbria in quanto aveva già disputato alcune stagioni qui. Nell’estate del 2012 avevo appena concluso la stagione a Sinnai e la squadra non aveva confermato l’iscrizione al campionato di serie B, la mia situazione lavorativa non era delle migliori ed in contemporanea stava nascendo la mia seconda figlia, insomma tutta una serie di fattori che mi hanno portato ad accettare la proposta del Calvi calcio a 5 con il mio solito entusiasmo. Che dire, 5 anni indimenticabili nei quali mi son trovato benissimo e son stato accolto nel migliore dei modi. L’impatto con il calcio a 5 umbro è stato abbastanza particolare avendo sempre disputato campionati in palazzetti indoor, mentre il Calvi calcio a 5 disputava le gare casalinghe in un campo all’aperto così come altre società. Posso comunque dire che dopo un breve periodo di adattamento mi sono trovato benissimo in un campionato che cresce anno dopo anno, soprattutto questa stagione la serie C1 umbra è molto equilibrata con parecchie squadre di livello ben organizzate. Purtroppo nonostante siano stati 5 anni bellissimi, quest’estate non son riuscito a trovare un punto d’incontro con la società e di conseguenza come spesso accade nello sport le strade si son divise, ma saró sempre riconoscente alla società.


Da diverso tempo a questa parte ti stai occupando del settore giovanile di una squadra blasonata come il Real Rieti. Come è nata e come valuti questa esperienza? Cosa cerchi di trasmettere ai tuoi ragazzi?

In seguito al mancato accordo con il Calvi calcio a 5 mi si è presentata questa possibilità e devo essere sincero non ci ho pensato due volte: ho accettato subito. La prima cosa che cerco di trasmettere ai miei ragazzi è il rispetto, che con l’ educazione rappresenta la base di qualsiasi sport, solo dopo vengono gli aspetti tattici, comunque importanti, cercando di insegnare le basi tecniche e tattiche di questo sport. È un’esperienza che ho già avuto in passato e che mi entusiasma tanto.


Questa stagione l’approdo al Città di Orte, società che milita in serie C1. Come sei stato accolto, come procede il campionato e quali sono gli obiettivi della società?

Al Città di Orte sono arrivato questa stagione e sono stato accolto benissimo, siamo un bellissimo gruppo. La società ha degli obiettivi prefissati e punta in alto, ad ora siamo terzi e dunque in linea con gli obiettivi fissati ad inizio stagione, ma ci aspetta un girone di ritorno tutto da giocare. Abbiamo un bel pubblico, molto caloroso che ci segue sia in casa che in trasferta con la nostra curva massona che canta e lotta con noi sino al fischio di fine gara. Che dire, una nuova e bella avventura!


Che programmi hai per il futuro? Ti manca la Sardegna? Rivedremo bomber Loi un un campionato sardo?

Riguardo i programmi per il futuro sinceramente non mi dispiacerebbe affatto rivedermi in un campionato sardo, ma dipende se ci sono i presupposti per farlo. Come per qualsiasi sardo, alla lunga si sente la lontananza dalla nostra bellissima terra, anche se in questo momento mi trovo benissimo in Umbria, sia io che la mia famiglia.


Grazie mille Cristian e in bocca al lupo!

Grazie a voi! un abbraccio a tutti e come dicevo io, per chi mi conosce… al sugo di ricci!

You May Also Like

Commenta