Road to TDR Basilicata 2019: intervista ai tecnici delle Rappresentative Sarde

Dal 28 Aprile al 5 Maggio si svolgerà in Basilicata il Torneo delle Regioni di Futsal. Ecco le parole del responsabile delle nostre rappresentative Nicola Barbieri e dei tecnici Lucy Alves (Femminile), Gianni Pitzalis (Under 19), Nicola Fadda (Under 17) e Matteo De Agostini (Under 15)


Iniziamo con Nicola Barbieri, quest’anno responsabile tecnico delle Rappresentative di Futsal dell’isola.

Dopo aver ricoperto nelle passate stagioni il ruolo di mister “sul campo”, quest’anno è arrivata la chiamata come coordinatore delle nostre selezioni, come interpreti questo ruolo? 

In primis cerco di trasferire la mia esperienza nella scelta dei tecnici, gran parte dei quali riconfermati visto l’ottimo lavoro svolto nello scorso torneo. A livello tecnico cerchiamo di lavorare sui singoli, cercando di migliorarli e provando a creare i presupposti di “squadra”. Ovviamente l’aspetto più importante è coinvolgere i ragazzi dal punto di vista della responsabilità, trasmettendo loro la soddisfazione di poter rappresentare la Sardegna con le altre realtà nazionali.

Quali sono gli obiettivi delle Rappresentative Sarde di Futsal quest’anno?

Come precedentemente detto, vogliamo creare uno spirito d’appartenenza che possa sopperire alle eventuali difficoltà tecniche. Andremo a scontrarci con altre realtà nelle quali i settori giovanili sono sicuramente meglio impostate e possono contare su bacini di ragazzi più ampi dei nostri. Il girone sarà molto difficile in tutte le categorie, questo ancor di più dovrà far parte del nostro bagaglio in vista del torneo. Sicuramente vogliamo far bene e cercare di toglierci delle soddisfazioni, consapevoli del fatto che ogni partita ed ogni torneo fanno storia a sè.


Dopo l’exploit della scorsa stagione (sconfitta di misura in semifinale), Lucy Alves sarà per la seconda stagione alla guida delle ragazze.

Lucy, come pensi possa migliorare ulteriormente la squadra per poter replicare e perché no, migliorare, i risultati dello scorso torneo?

Ciao a tutti. Stiamo lavorando intensamente, così come fatto l’anno scorso e soprattutto credendo nelle capacità e nelle potenzialità delle ragazze. Molte di loro sono giovani però con un potenziale incredibile. A ciascuna di loro ho detto che non abbiamo fatto nulla, ma che possiamo e dobbiamo migliorare il risultato dell’anno scorso basandoci su tre fondamentali: “Rischiare, lottare e soprattutto crederci fino in fondo, in modo da dimostrare che il risultato dell’anno non sia stato un “caso”. Spero davvero tanto di replicare dunque la cavalcata della scorsa edizione e stiamo lavorando a questo obiettivo con umiltà e semplicità per la nostra avventura in questo TDR 2019!

Hai sopracitato la giovane età delle ragazze della squadra. L’anno scorso gran parte della rappresentativa era infatti composta da giovani sotto i 20 anni; anche quest’anno sei orientata verso una rosa di questo tipo?

Si il mio progetto è quello di lavorare con le giovani per continuare un percorso che in futuro possa portare a delle soddisfazioni visti costanza, impegno, abnegazione e sacrificio da parte di quelle che io definirei le “RAGAZZINE TERRIBILI”. Sono molto soddisfatta dal lavoro che stiamo svolgendo e fiduciosa in fare un buon TDR 2019, o almeno così spero.


Secondo torneo alla guida di una rappresentativa per mister Nicola Fadda.

Ciao Nicola, l’anno scorso i giovanissimi, quest’anno gli allievi (adesso Under 17). Quali sono le maggiori differenze che riscontri tra le due categorie nella fase di selezione? 

Quest’anno Nicola (Barbieri) ha affidato a me ed allo staff (Roberto Fadda come preparatore dei portieri e Federico Lanza come dirigente federale) questo nuovo incarico. Siamo molto contenti di questa nuova opportunità che ci riempie di orgoglio, nel tentativo di lavorare al massimo ed ottenere risultati. In questo balzo di categoria vedo una enorme differenza: oltre al livello fisico anche l’approccio all’evento da parte delle due categorie è totalmente differente. Nei giovanissimi giustamente la parte tattica è quasi totalmente assente, nell’Under 17 invece i ragazzi devono in primis continuare a divertirsi, ma tu in qualità di mister devi prepararli ad una prima squadra. Il concetto di squadra diviene dunque fondamentale ed anche la tattica inizia ad assumere un significato più definito. In conclusione posso dunque dire che questa sia una categoria tanto intrigante quanto difficile.

Quali sono le tue prerogative nella selezione dei ragazzi?

La scelta dei ragazzi è sicuramente complessa. Per fortuna negli ultimi anni il livello delle società, a piccoli passi, sta crescendo. Questi miglioramenti sono incoraggianti e di conseguenza la “figura perfetta” è un ragazzo invogliato e rispettoso delle figure in società; ovviamente non devono mancare delle qualità grazie alle quali il ragazzo possa sopperire ad un torneo del genere. Non è facile fare delle scelte perché ognuno ha determinate caratteristiche ma siamo carichi per affrontare al meglio questa nuova avventura.


Passiamo adesso la parola a Gianni Pitzalis, tecnico della selezione Under 19:

Mister, seconda stagione consecutiva alla guida della juniores, adesso “under 19”. Negli ultimi anni purtroppo, a livello di risultati, la selezione juniores è quella che probabilmente ha riscontrato più difficoltà. A cosa pensi siano dovute queste problematiche? Credi che questo sia l’anno giusto per cambiare questo trend negativo?

Devo dire che l’anno passato, non perché ci fossi io, è iniziato un periodo di controtendenza, nel senso che tutte le gare sono state combattutissime ed una addirittura vinta, tantochè non ci siamo qualificati ai quarti di finale per pochissimo. Le problematiche a mio parere sono dovute ad uno scarso impiego dei giovani nelle prime squadre, ed in questo potrebbe intervenire la Federazione. Detto questo, quest’anno abbiamo deciso come staff di convocare solo ed unicamente giocatori che si allenano e giocano stabilmente nelle prime squadre, abbiamo sempre pagato questo gap. Pertanto, può darsi che resti a casa anche qualche ragazzo tecnicamente più bravo, ma in un torneo come quello che andremo ad affrontare conterà soprattutto il carattere, il fisico, la cattiveria agonistica e l’abitudine al confronto costante con i cosiddetti grandi. Stiamo lavorando anche tatticamente, ma è necessario dare poche direttive, chiare e semplici.


Chiudiamo il nostro giro di chiacchierate con Matteo De Agostini, tecnico dell’Under 15.

Ciao Matteo, questa sarà per te la prima esperienza alla guida di una rappresentativa. Quali sono le tue aspettative in merito al Torneo delle Regioni?

Sono felice di intraprendere questa fantastica avventura. Sono consapevole di affrontare delle compagini nelle quali la fisicità è il fattore dominante. Ma che ci vuoi fare? Siamo in Sardegna e le nostre caratteristiche fisiche sono differenti per tradizione (aggiunge, faccio i provini e chi non entra agevolmente in un nuraghe non lo convoco…). Sono alla ricerca della personalità e dello spirito combattivo del giovane. Cosa mi aspetto? Che si venda cara la pelle! Sto cercando di creare un gruppo di tecnica e personalità, più va avanti e più mi accorgo della crescita del movimento Futsal in Sardegna, grazie soprattutto all’ottimo lavoro degli allenatori delle squadre giovanili. Mi aspetto un Torneo delle Regioni complicato, ma da vivere tutto d’un fiato con grande motivazione, la stessa che vedo nei ragazzi che rispondono ai raduni come se stessero andando in Nazionale. Effettivamente siamo la nazionale Under 15 della Sardegna.

Quali invece gli obiettivi?

L’obiettivo è quello di passare il turno ed arrivare in fondo al torneo. Considero i progetti di cui faccio parte sempre in un ottica a lungo termine: il lavoro paga, ma se è inserito in un progetto di costante e graduale miglioramento. Mi aspettano altri sei raduni nei quali cercherò di tirare fuori il meglio dai giovani e soprattutto da me stesso poiché sono io il primo a dover essere super concentrato”.

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