Buon viaggio Michele…

Tutta la redazione di Quinto Uomo si stringe attorno alla famiglia in questo triste momento


Caro Michele, chi ti scrive è un tuo ex “allenatore”.
Inserisco le virgolette, in quanto non ho mai avuto le competenze per potermi definirmi tale e con chiunque abbia disquisito di questa breve esperienza, ho sempre precisato che ha rappresentato una piccola e breve parentesi della mia vita, la quale mi ha arricchito come poche altre sotto il profilo umano, e questo proprio grazie a persone come te.
Michele, per me è un dovere scriverti questa lettera, perchè tutti devono sapere che ragazzo sei stato.
C’erano due parole che ripetevi in continuazione: “scusa” e “grazie”. Mai una parola fuori luogo. Chiunque ha avuto un approccio con te, anche banale, non puó non aver apprezzato il tuo gran cuore e la tua generosità.
Nella speranza che i tuoi familiari leggano queste righe, posso affermare che con te non hanno sbagliato nulla, e di questo devono essere orgogliosi.
Grazie a te, Michele, perchè anche ora che non ci sei più, ci fai riflettere su che senso abbia questa vita, sempre che essa abbia un senso, perchè dinanzi a tragedie come queste, pur riflettendoci, non esiste una spiegazione accettabile nel morire a 23 anni ed allo stesso tempo non c’è nulla che possa anche solo vagamente addolcire un travagliato lutto come questo.
Caro Michele, nella speranza, forse ingenua, che tu legga queste parole, sono io, e penso tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerti, a doverti dire grazie.

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