Novità, presente e futuro: il Futsal Osilo pensa in grande

Oggi vi accompagniamo in un altro viaggio, questa volta nel nord Sardegna, in un piccolo centro alle porte di Sassari. Il paese di cui stiamo parlando è Osilo, e la squadra che andremo a conoscere prende proprio il suo nome. Futsal Osilo, quindi, la creatura nata da Michele Ardito che ora ben figura nei palcoscenici nazionali della serie A2 femminile.

Riavvolgiamo il nastro e andiamo a conoscere questa realtà a 360 gradi seguendo le parole di Michele, Andrea e Ilaria.

Partiamo da lei Presidente, dopo tanta esperienza nel maschile ha deciso di far nascere questa nuova realtà, creando una squadra femminile, ci racconti un po’.

La società è relativamente giovane visto che siamo nati nel 2018. Abbiamo iscritto la squadra nella serie C e da lì è partito tutto. Dopo il grande campionato della scorsa stagione siamo approdati nel campionato di A2. Nonostante siamo una neopromossa ci stiamo comportando bene, abbiamo qualche giocatrice che aveva già militato nella categoria con la Torres C5 e altre che lo hanno fatto in squadre della penisola. Ho scommesso su questo progetto e non me ne pento assolutamente, anzi, col tempo e grazie a queste ragazze ho la conferma di aver fatto la scelta giusta.


In pochi anni c’è stata una grande crescita di questa realtà, come possiamo riassumere la ricetta Osilo?

Penso sia fondamentale la programmazione, un progetto da portare avanti con ambizione e passione. Abbiamo creato uno staff tecnico di ottimo livello, dalla preparatrice atletica al preparatore dei portieri senza dimenticare il prezioso lavoro di tutti gli altri membri dello staff. Ho affidato questa squadra ad una persona di grande esperienza e competenza che può far crescere tutti noi. Poi ci sono loro, le ragazze, encomiabili e senza di loro non potremmo raccontare tutto ciò. Il gruppo ha qualità importanti e grandi valori sia dentro che fuori dal campo.


Ecco arriviamo proprio qui, questo gruppo dove può arrivare? Quali sono gli obiettivi?

Chi mi conosce sa che davanti a queste domande non mi tiro mai indietro. L’obiettivo prefissato a inizio stagione era il raggiungimento della salvezza il prima possibile. Le cose stanno andando bene, siamo lì davanti e non dobbiamo porci dei limiti. Non ne faccio mistero, vorrei vedere questa squadra giocare nei parquet della serie A, non è una priorità sia chiaro, ma spero un giorno di arrivarci, specialmente per le ragazze, se lo meritano.

Passione, programmazione e ambizione, queste le parole d’ordine dell’Osilo di Ardito. Ma dietro ogni gruppo di successo c’è sempre un abile condottiero, e non ha certo bisogno di presentazioni: Andrea Congiu, allenatore di grande esperienza con più di vent’anni nei campionati nazionali e ora sulla panchina osilese. 

Da Domus all’Atiesse, passando dalla guida della nazionale ipovedenti. Mister, con l’Osilo è stato amore a prima vista?

Direi proprio di si, ho deciso di sposare questa realtà vedendo un progetto serio e ambizioso creato dal presidente Ardito di cui ho una grande stima. Con lui abbiamo una visione comune sotto tanti punti di vista, e quando mi ha proposto di poter seguire questa squadra non mi sono tirato indietro. Il nostro obiettivo principale è quello di fare crescere la società e il gruppo sotto tutti i punti di vista, e posso dire che fino ad ora la strada percorsa è quella giusta.


Ecco, abbiamo parlato di strada quindi di un percorso, qual è la meta che può raggiungere l’Osilo?

Come ho già detto poco fa, il nostro obiettivo principale è quello di far crescere questo gruppo. Vista la situazione in cui ci siamo trovati non posso negare che i play-off potevano sembrare un traguardo difficile, quasi un mese e mezzo di inattività a causa di alcuni casi covid, e mentre le avversarie giocavano e facevano punti noi dovevamo restare lontani dai campi. Non è stato un momento facile, in cui tutto poteva prendere una piaga sbagliata, ma la squadra ha risposto benissimo. E’ importante non accontentarsi mai, lo dico sempre alle ragazze, e devo dire che non si tirano mai indietro.


Ora veniamo al presente, un tour de force incredibile quello che la compagine giallo-blù sta affrontando, sei partite in dieci giorni, che momento è per l’Osilo e quali sono le insidie?

È sicuramente un momento positivo visto il filotto di vittorie da cui arriviamo. Dopo il brutto passo falso di Nuoro e la sconfitta immeritata con il Fondi la squadra ha reagito, ed è questo ciò che conta. Se prima non potevamo scendere in campo ora il problema è inverso, un calendario fittissimo di impegni a cui non possiamo sottrarci e dobbiamo farlo pensando partita dopo partita. Gli ostacoli da qui alla fine sono tantissimi, ma dobbiamo affrontarli come abbiamo sempre fatto. Anche qui non possiamo non fare dei complimenti a queste ragazze, sacrificio e determinazione sono gli ingredienti perfetti per arrivare al successo finale.

Successo finale a cui spera di arrivarci anche Ilaria Canu, capitano di questa squadra. Pivot di grande qualità, che con le sue parole ci porta dentro ciò che amiamo di più, il campo.

(foto-Futsalphoto)

Allora Ilaria, fascia al braccio e numero undici sulle spalle, che significato ha essere il capitano di questa squadra?

È una bella sfida, e io amo le sfide, per cui oltre ad essere un onore è un qualcosa che mi affascina. Non lo nego, è una grande responsabilità, ma quando si ha a che fare con delle compagne così è tutto più semplice. Con alcune ragazze ci conoscevamo già dopo alcuni anni alla Torres, una bellissima esperienza terminata purtroppo non nel migliore dei modi.


Un passo indietro per compierne due avanti, Ilaria non si tira mai indietro, e dopo l’esperienza alla Torres è ripartita da Osilo.

Certamente la retrocessione è stata una grande delusione, ma fa parte dello sport e bisogna accettarlo, ci aiuta a crescere. E’ ora di dimenticare il passato e pensare al presente. Ho scelto di ripartire da Osilo in serie C, con la voglia di fare bene e dare il massimo per questa maglia. La scorsa stagione è stata più che positiva, bloccata sul più bello, ma che ci ha consentito di giocare questo campionato in A2. Quest’anno non è iniziato al meglio essendo appena uscita da un momento abbastanza complicato che purtroppo si è riflesso su tutta la squadra. Ora sembra tutto andare per il verso giusto, stanno arrivando prestazioni convincenti e vittorie importanti fondamentali per arrivare il più lontano possibile, abbiamo tanta strada davanti, ma non vogliamo fermarci.


Veniamo ora alla Ilaria giocatrice, si sa, il percorso di una ragazza nel mondo del pallone non è cosa facile, ma chi segue questa strada lo fa grazie ad un amore incondizionato per questo sport. Come sei arrivata al calcio a 5 e quale sogno hai nel cassetto?

Tutto è iniziato molto presto, ho cominciato a giocare a calcio e il mio avvicinamento al calcio a 5 è stato quasi casuale. Non nascondo sia stato un trauma all’inizio, visto che si tratta di due sport praticamente diversi, ma come in ogni cosa, anche lì mi sono posta una sfida da affrontare, e con il tempo mi sono innamorata di questo sport. Nonostante il primo amore non si scordi mai, penso di preferire il futsal al calcio, credo di esser più portata per questo sport. Da sportiva il sogno nel cassetto penso sia come quello di tutti, praticare questo sport e farlo al livello più alto possibile, perciò sogno di poter calcare un giorno i parquet della serie A.

Piedi per terra e occhi verso il cielo, questo è l’insegnamento che ci danno i protagonisti di questa intervista. E noi di Quinto Uomo ci teniamo a ringraziarli per averci raccontato questa realtà.


Concludiamo questa intervista con il Presidente Michele Ardito che ci tiene a evidenziare il fondamentale ruolo che svolgono in questo momento gli sponsor.

Ci tengo a ringraziare Edilma di Antonello Manca, Piscine Arcobaleno di Claudio Conti e l’Hotel Pegasus di Sassari. Nonostante il momento difficile che stiamo attraversando, voglio menzionare il vostro grande aiuto alla nostra causa.

Finito il nostro viaggio, non ci resta che ringraziarli ancora per la grande disponibilità, augurandogli il meglio per il proseguo del campionato e non solo.

 

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