Realtà dell’Isola: Arzachena C5

Il viaggio di Quinto Uomo nelle realtà della nostra isola si sposta questa volta in Gallura, Arzachena per l’esattezza, dove nel 2015 è nata una società da un’idea di Gabriele e un gruppo di amici. Dal calcio al calcio a 5, due sport diametralmente opposti ma che spesso offrono la possibilità di dare continuità alla nostra passione per il pallone.

Il presidente è Gabriele Longu, da lui tutto è partito quasi per gioco, ma come si dice, l’appetito vien mangiando e la sua creatura pian piano ha preso forma. Una squadra maschile nel campionato di C2, la femminile nel campionato nazionale di A2 e un settore giovanile in crescita.

Allora Gabriele, partiamo dagli inizi di questa società, com’è nato tutto?

“Tutto nasce da me e un gruppo di amici che venivamo dal calcio a 11, nel 2015 ci siamo iscritti nel campionato di serie D di calcio a 5. Da lì è iniziato tutto, il primo anno essendo uno sport nuovo per noi ci sono state delle difficoltà nell’interpretare questa disciplina. Rodati alcuni meccanismi la macchina ha iniziato a ingranare”. Tassello dopo tassello, l’Arzachena di Gabriele inizia a prendere forma. “Dopo la prima squadra maschile si è prospettata l’opportunità di creare un settore giovanile e abbiamo iscritto una squadra nel campionato allievi. Successivamente sono stato contattato da un gruppo di ragazze per formare anche una squadra femminile. Sono stato conquistato da questa realtà e abbiamo creato la squadra, non senza difficoltà visti i numeri risicati nel primo anno”.


La politica dei piccoli passi, ma sempre funzionali ad un miglioramento della sua società, questa è l’idea di Gabriele.

“La prima squadra maschile ora milita in C2, e in questi ultimi anni abbiamo anche sfiorato la C1 sfumata per poco nei play-off. La femminile dopo alcune stagioni in C ora milita nel campionato di A2 dopo lo splendido campionato dell’anno scorso finito purtroppo per le cause che tutti conosciamo. Ogni anno voglio aggiungere qualcosa, l’organizzazione della società si è ampliata, così come ogni stagione cerchiamo di fare il massimo per alzare l’asticella”.


Le ragazze nel campionato di A2 stanno ben figurando nei parquet di tutta la penisola, raccontaci un po’ questa esperienza.

“Come ho già detto prima tutto è nato grazie ad un gruppo di ragazze che mi hanno proposto di dar vita ad una squadra femminile. Da lì è stato un crescendo, campionati di C, e ora campionato nazionale di A2. Ci stiamo togliendo tante soddisfazioni, soprattutto perché sono felice di veder il gruppo storico, di cui ora manca qualche giocatrice, ma la base è pressoché la stessa e in più quest’anno abbiamo rinforzato la rosa con l’arrivo in porta di Florenzi e Capalbo e Nogales, due giocatrici di categoria che stanno dando una grossa mano alla squadra”.


A guidare le ragazze c’è Silvio Fenu, allenatore di grande esperienza e di tante panchine su e giù per la Sardegna.

Allora Silvio, quarant’anni ma già tante panchine. Sei partito dal Sulcis e ora nord-Sardegna, raccontaci la tua carriera d’allenatore.

“Ho cominciato la mia carriera d’allenatore nel 2006 come allenatore-giocatore nel Portoscuso, squadra del mio paese. Parentesi a Carbonia, poi ho abbandonato la mia carriera da giocatore per concentrarmi solo sulla panchina . Sant’Antioco in C1 per tre anni poi ancora Carbonia e ritorno a Sant’Antioco in C2 in cui abbiamo vinto il campionato.” Arriva la prima chiamata al nord per mister Fenu. “Venni contattato dal Badesi, squadra in serie D. In due anni abbiamo raggiunto due promozioni arrivando in C1. Finita quella stagione le strade si sono separate, ma a Dicembre sono stato richiamato in una stagione complicata in cui abbiamo sfiorato una salvezza che avrebbe avuto del miracoloso. Breve esperienza a Villasor, poi nuovamente la chiamata del Badesi nel calcio a 11 per poter seguire tutto il settore giovanile dai primi calci ai pulcini. A Febbraio arriva la chiamata di Gabriele da Arzachena, nuova esperienza per me in un campionato femminile.”


Dopo aver allenato tante squadre nel maschile questa è la tua prima esperienza nel femminile, prime impressioni?

“Buonissime impressioni, mi sono buttato in questa nuova esperienza con tanto entusiasmo. Non posso nascondere il fatto che sia un mondo nuovo per me sotto tanti punti di vista, ci sono delle differenze, ma sono stato conquistato dalle ragazze. Ci sono relativamente da poco e sto provando a inserire nuovi principi del mio modo di vedere questo sport, le ragazze sembrano soddisfatte e lo dimostrano in ogni allenamento in cui mostrano tanto impegno e dedizione. Tutto ciò è fondamentale per fare qualcosa d’importante”.


 

Salvezza ormai a portata di mano e obbiettivo stagionale raggiunto, deve accontentarsi l’Arzachena?

“Assolutamente no, il cammino fin qui è stato abbastanza buono e questo grazie all’ottimo lavoro di Gabriele e delle ragazze. Tutto ciò non deve però farci sentire appagati, vogliamo provare fino alla nostra ultima possibilità a giocarci le nostre carte per poter centrare un posto tra le prime cinque che significherebbe play-off. Accontentarsi significherebbe fermare la crescita vista finora, ma la squadra sta rispondendo bene, c’è stato il passo di Frosinone ma nella giornata prima siamo andati a vincere in un campo difficilissimo come quello di Ciampino”.


Chiudiamo qui questo piccolo racconto in questa splendida realtà. Ma il presidente ci tiene a ricordare un ragazzo che ora non c’è più: “Quando parliamo di questa società non possiamo non ricordare Grig, un amico che ora non c’è più. Ha vestito questa maglia e fatto tanto per l’Arzachena, non lo dimenticheremo mai”.

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