Finché mi batte il cuore: ritratto di Anita Furno

Nel ritratto perfetto di Anita Furno, ci sono storie, viaggi lontani da casa e sogni da inseguire. I protagonisti sono tanti, dal pallone alla famiglia, fino alle persone che hanno creduto e credono in lei. Andremo a conoscere la classe ’98 lungo queste righe.

In questa storia non può di certo mancare il pallone, il suo compagno più fedele. L’inizio di Anita nel mondo del calcio è simile a quello di tante bambine: “Tutto è cominciato seguendo gli allenamenti e le partite di mio fratello, da lì è nata la mia passione. Dai cinque ai quattordici anni sempre con i maschietti, fino al mio primo campionato di calcio a 5 in serie C”. 

La cornice di tutto ciò è la Sicilia, Leonforte precisamente, se i primi passi vengono fatti in questa cittadina, a sedici anni nella valigia che la porta a Catania non ci sono le scarpette a suola liscia ma i tacchetti da calcio: “Appena compiuti sedici anni arriva la chiamata nel calcio a 11 in serie B al Catania, dopo il provino vengo confermata e inizia la mia avventura. L’anno successivo sempre a undici ma questa volta al Nebrodi”.

Neanche maggiorenne e il futuro sembra già scriversi lontano da casa, dal porto sicuro al salto nel vuoto lontano dalla famiglia: “Lasciare casa e la mia famiglia a quell’età non è per nulla facile. Bisogna crescere in fretta e responsabilizzarsi, dalla quotidianità del vivere dove tutto è già praticamente pronto a dover pensare a sé stessa in modo autonomo. Durante quegli anni sono cresciuta tanto sportivamente e personalmente, rimboccandomi le maniche, giocando e lavorando per poter continuare a inseguire la mia passione. 

Inseguire la mia passione, è una frase che si ripete spesso durante l’intervista, ma per farlo Anita può di certo contare sul sostegno della sua famiglia: “Mi hanno sostenuto e supportato dal primo giorno che ho dato un calcio al pallone. Non smetterò mai di ringraziarli, mi hanno lasciato libera di poter portare avanti tutto ciò, togliendo qualsiasi stereotipo che tante volte esiste quando una ragazza vuole praticare questo sport”. 

Stereotipi, muri da abbattere, libere di… : “Libere di poter fare ciò che si ama, che ci fa stare bene. Qualsiasi sport o altro, coltivare ciò che ci piace, che sia calcio o danza non crea alcuna differenza” .

 La carriera di Anita continua, dopo la parentesi del calcio a 11 si torna nel paese di nascita questa volta per giocare a futsal, e nel 2017 inizia il vero percorso in questa disciplina: “Tornata nel mio paese andai a giocare a calcio a 5 in serie C, e da lì inizia la mia vera carriera nel futsal. Fu un anno indimenticabile e fondamentale per la mia crescita. Dopo un buon campionato da capocannoniere del girone, arrivò anche la convocazione della rappresentativa per prendere parte al Torneo delle Regioni”. 

La strada sembra ormai segnata, lo sport che più esalta le caratteristiche della centrale sembra essere proprio dentro un parquet, la determinazione e il talento di Anita vengono notati anche in serie A, e infatti arriva proprio la chiamata dall’altra parte dello stretto: “D’estate arrivarono tantissime offerte, ma quella del Lamezia in Serie A fu inaspettata. Il tempo di pensarci qualche giorno, e convinta dal progetto e dalla società decisi di provare una nuova esperienza molto affascinante”. 

La centrale siciliana nella massima serie non si presenta neanche così male, palla rubata a Cely Gayardo, non proprio l’ultima arrivata, e palla sotto il sette: “Per tutta la settimana prima dell’esordio non ho chiuso occhio. Quel gol contro il Montesilvano lo ricordo benissimo, ed è quello a cui tengo di più probabilmente. Di quella stagione non posso dimenticare l’impresa in casa con la Lazio battuta 7-4. Purtroppo, alla fine non arrivò la salvezza, ma porto un bellissimo ricordo di quell’anno. Ci tengo a ringraziare mister Paolo Carnuccio, il mio mentore e allenatore di quella stagione. Nonostante la distanza ci sentiamo spessissimo, per analizzare anche le mie partite. Mi ha fatto crescere tanto sia dal punto di vista sportivo che personale”. 

Finita la prima esperienza in A, la stagione successiva è ancora a Lamezia fermata poi dalla pandemia.  

Estate 2020, ripartono i campionati e così anche il sogno di Anita. Arriva la chiamata dalla Sardegna, destinazione Cagliari, un destino riservato a diverse giocatrici siciliane in questi ultimi anni. La Mediterranea chiama la numero 2 risponde.  

“L’anno scorso sono arrivate diverse offerte, ma quella della Med mi ha convinto più di tutte. Come a Lamezia anche qui la qualità del progetto e la serietà della società hanno giocato un ruolo decisivo per scegliere proprio questa squadra. Dopo ormai un anno posso confermare di aver fatto la scelta migliore possibile. 

Salvezza raggiunta la scorsa stagione non senza qualche brivido, quest’anno le aspettative sembrano cambiate. Veniamo ora la presente, dopo tre vittorie su quattro partite, dove vedi Anita e la Mediterranea a fine stagione? 

“Quest’anno possiamo toglierci davvero tante soddisfazioni. Abbiamo iniziato con il piede giusto, ma non abbiamo fatto ancora nulla, dobbiamo continuare a lavorare a testa bassa e giocarci ogni partita al massimo delle nostre possibilità. Solo il tempo può dirci dove possiamo arrivare, ma mi aspetto una bella stagione. Mister, gruppo e staff mi rendono fiduciosa, staremo a vedere” 

“Personalmente invece, sono una persona molto competitiva e voglio arrivare il più in alto possibile. Non smetterò mai di inseguire quello che voglio e lotterò per averlo. Devo ancora migliorare su tantissimi punti di vista, ma sono anche qui per questo”. 

Che Anita non smetterà di inseguire il suo sogno ne siamo proprio certi, e c’è una frase che probabilmente la rappresenta nel miglior modo possibile, tanto da avercela tatuata sulla pelle. 

“Finchè mi batte il cuore, finchè mi reggono le gambe”, la canzone da cui queste parole vengono riprese continua anche così, “…è il mio stupido sogno, l’unica cosa importante”.

Finisce qui l’intervista ma non la storia di Anita, che ha ancora tante pagine da raccontare.

Ringraziamo Anita per averci concesso questa intervista, augurando a lei e a tutta la Mediterranea un grosso in bocca al lupo.  

(foto copertina-Melania Cenedese)

 

 

 

 

 

 

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